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Instagram under 13, gli ultimi sviluppi sul dibattito.

Scritto da luca corigliano | 17-mag-2021 22.00.00

Da mesi si è diffuso un acceso dibattito sulla possibile nascita di una sezione Instagram dedicata agli under 13.

Da un lato varie associazioni criticano questo progetto poiché sostengono che bambini così piccoli non abbiano gli strumenti per gestire uno strumento così potente come un social. Dall’altro c’è l’intenzione dell’azienda di Zuckerberg di aprire uno scenario libero da contenuti per adulti o ads incessanti dove gli under 13 possano sentirsi liberi di navigare.

In Europa, la General Data Protection Regulation (GDPR) esclude la fascia di età sotto i 13 anni dal trattamento dei dati personali. Questo significa che la presenza in Italia di un eventuale app per bambini di quell’età è esclusa a priori.

Un sistema facilmente aggirabile

La versione attuale di Instagram permette l’iscrizione solo alle persone di età superiore ai 13 anni. Tuttavia molti sono a conoscenza della scarsa efficacia di tale normativa poiché verificata solo da un’autodichiarazione, facilmente aggirabile.

Secondo l’indagine di EU Kids Online del 2020, in Italia il 23% dei bambini tra i 9-11 anni e il 63% dei preadolescenti tra i 12-14 anni visitano un Social Network quotidianamente.

Le responsabilità che dovrebbero entrare in gioco riguardano sia i gestori dei Social, sia i genitori dei minori. Nel primo caso, le aziende dovrebbero garantire controlli più serrati sulla verifica dei dati anagrafici. I tutori invece dovrebbero assumere comportamenti più attivi e ricercare una maggiore educazione alle tecnologie, sia per loro stessi che per i figli.

I rischi per i minori sono amplificati anche dalla scarsa consapevolezza sull’uso dei propri dati personali e sensibili, spesso presente anche negli adulti.

La proposta di Zuckerberg

La presenza dei giovanissimi sul web è un problema ogni giorno più diffuso. Non sono purtroppo rari i casi di cronaca nera legati al tema della relazione dei minori con i social Network. Molti di noi, ad esempio, ricorderanno il recente caso di Jonathan Galindo che scosse profondamente tutta la comunità.

Come tentativo di tutela, il CEO di Facebook Inc. avrebbe proposto lo sviluppo di un’apposita app per gli under 13.

L’obiettivo è creare una piattaforma con contenuti adatti a tale fascia di età, escludendo inoltre ogni tipo di annuncio pubblicitario.

“I bambini stanno chiedendo sempre di più ai loro genitori se possono utilizzare app che gli permettono di rimanere in contatto con i loro amici. Stiamo valutando di realizzare una versione di Instagram che i genitori possano controllare, com’è successo con Messenger Kids”.

Con queste parole Adam Mosseri, attuale direttore di Instagram, ha voluto sottolineare l’esigenza che ha portato alla proposta della nuova versione del social.

Ecco riassunte le probabili caratteristiche di “Instagram Kids”:

  1. Iscrizione rivolta solo ai bambini di età inferiore ai 13 anni
  2. Nessuna presenza di Ads
  3. Controllo e selezione contenuti
  4. Gli utenti di Instagram “tradizionale” non potranno interagire con questa piattaforma
La replica degli adulti

Come riportato dal New York Times, un gruppo di 35 associazioni ha firmato una lettera per chiedere l’abbandono del nuovo progetto di Zuckerberg.

Secondo i critici, l’azienda californiana starebbe creando ulteriori problemi invece di risolverli. L’applicazione innescherebbe la possibilità di una routine infinita di scrolling, danneggiando la salute dei bambini.

Il Congresso americano, che vede democratici e repubblicani concordi nel voler respingere il progetto, ha affrontato l’argomento nella Camera del mese, ospitando lo stesso CEO di Facebook.

Quest’ultimo si è difeso evidenziando il fatto che i bambini sono già presenti sui social come Instagram, a prescindere dall’eventuale sviluppo di un’app mirata.

Il dibattito sembra essere appena cominciato ma le questioni su un corretto utilizzo dei social, se mai dovesse esistere, circolano da anni senza vere e proprie soluzioni.